Affidarsi all'intelligenza artificiale per pianificare un'escursione in montagna può trasformarsi in un incubo. È quanto accaduto lo scorso 3 ottobre in Canada, dove un ragazzo di 16 anni è rimasto bloccato su una parete rocciosa della Crown Mountain, nella Columbia Britannica, dopo aver seguito un percorso generato da Claude, il chatbot di Anthropic. Il giovane era partito da Grouse Mountain con l'obiettivo di raggiungere la vetta, convinto che l'itinerario suggerito dall'AI fosse sicuro e percorribile.
Il pericoloso errore dell'AI
Le indicazioni fornite dall'assistente virtuale hanno però portato il ragazzo fuori dal sentiero escursionistico principale, conducendolo verso un tratto di arrampicata tecnica noto come Widowmaker, un nome che letteralmente significa "fabbrica di vedove". Giunto ai piedi di una parete quasi verticale, il sedicenne si è trovato nell'impossibilità di proseguire o tornare indietro in sicurezza. Solo l'intervento dei soccorritori ha evitato il peggio, ma l'episodio getta luce sui rischi delle cosiddette allucinazioni dell'intelligenza artificiale.
I limiti da non dimenticare
Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale mantenere un approccio critico verso le risposte dell'AI, specialmente in contesti dove un errore può avere conseguenze fatali. I modelli linguistici come Claude possono generare informazioni plausibili ma inaccurate, e non sostituiscono in alcun modo l'esperienza umana, le mappe ufficiali o il buon senso. Prima di intraprendere un'escursione impegnativa, è sempre consigliabile consultare fonti affidabili e, soprattutto, non disattivare mai del tutto il proprio giudizio.