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Claude Code scopre un miner nascosto sul Mac di uno sviluppatore

Claude Code scopre un miner nascosto sul Mac di uno sviluppatore Fonte: Punto Informatico
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Uno sviluppatore stava creando un'app per monitorare la temperatura del Mac quando Claude Code ha individuato XMRig, un miner di criptovalute attivo al 75% di CPU

Uno sviluppatore noto su Reddit con il nome di UntilHEX stava lavorando a un'applicazione per monitorare la temperatura del proprio Mac quando ha ricevuto un avvertimento del tutto inatteso da Claude Code. L'agente AI ha rilevato la presenza di un software di mining di criptovalute installato a sua insaputa, identificando il processo XMRig mentre occupava circa il 75% della CPU. Una scoperta arrivata per caso, durante un'attività di sviluppo del tutto ordinaria.

Surriscaldamenti e prestazioni anomale

L'utente ha subito collegato i puntini: erano settimane che il computer rallentava e si surriscaldava in modo anomalo. Il malware era stato inserito nella lista dei programmi di avvio del Mac a fine agosto, e da quel momento il sistema aveva iniziato a comportarsi in maniera sospetta. Proprio quei sintomi lo avevano spinto a sviluppare l'app di monitoraggio termico, senza immaginare che il colpevole fosse già annidato nel sistema.

L'analisi di Claude Code ha confermato il quadro: il processore raggiungeva picchi di 112 gradi Celsius, con il processo XMRig che mobilitava circa 12 core. L'agente AI ha inoltre ricostruito come il software malevolo fosse riuscito a nascondersi e a configurarsi per l'avvio automatico. Fondamentale la scelta di non intervenire di iniziativa: Claude ha proposto un piano d'azione, consistente nell'arrestare il malware e nello spostare i file in una zona di quarantena sicura.

Pulizia riuscita e verifica finale

Nei commenti successivi al post iniziale, UntilHEX ha confermato di aver autorizzato l'AI a procedere con la pulizia del computer. Lo sviluppatore ha dovuto eliminare manualmente un solo file, a causa di un problema di accesso riscontrato dall'agente, ma nel complesso l'intervento si è rivelato efficace. Per verificare l'esito, ha poi eseguito un'analisi con Malwarebytes, che ha confermato la rimozione della minaccia. Un caso che mostra come gli assistenti AI possano trasformarsi in validi alleati anche sul fronte della sicurezza informatica, se usati con la dovuta cautela.

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