Ci sono voluti sei anni dal concept Precept e quasi tre dal prototipo avvistato in un hangar di Santa Monica, ma ora la Polestar 5 è pronta per la strada. L'abbiamo guidata tra Como e Bellagio, su un percorso ad anello che passa dal Ghisallo, e le prime impressioni sono di quelle che lasciano il segno. Parliamo dell'auto manifesto del marchio nato come spin-off elettrico di Volvo, costruita sulla piattaforma ad hoc Polestar Performance Architecture, la prima del brand con architettura a 800 volt.
Numeri da sportiva, anima da gran turismo
I dati tecnici raccontano una vettura tutt'altro che timida: solo configurazione dual motor, fino a 650 kW (884 cavalli), 1015 Nm di coppia e uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi. La batteria è da 112 kWh, la ricarica DC arriva a 350 kW, il telaio è interamente in alluminio e la versione Performance monta ammortizzatori adattivi BWI MagneRide. Il listino parte da circa 120 mila euro, cifra che la rende il modello più esclusivo del marchio. E nonostante le due tonnellate e mezza di peso, l'agilità è parsa subito fuori scala.
Sul design c'è poco da aggiungere, se non ribadire quanto sia riuscita la scelta di una berlina gran turismo aerodinamica in un mercato fossilizzato sul formato SUV. La linea è bassa e slanciata, con un profilo alare e un'altezza di circa 1,4 metri per oltre 5 metri di lunghezza. Il muso sfoggia i gruppi ottici a doppia lama e la smart zone che ostenta i sensori per la guida assistita: 11 telecamere, 12 sensori a ultrasuoni e un radar frontale a medio raggio. Dietro, il gruppo ottico a spoiler disegna una C rovesciata e il lunotto lascia il posto a un tetto panoramico in vetro che arriva fino alle spalle dei passeggeri posteriori.
Interni sostenibili e un po' troppo touch
L'abitacolo è arioso e accogliente, con sedili sportivi avvolgenti anche dietro e uno stile minimale ma non spartano. La plancia usa finiture effetto legno e materiali riciclati e riciclabili; la pelle, opzionale, arriva da filiera sostenibile tracciata tramite blockchain. Il telaio è realizzato al 13% con alluminio riciclato, mentre l'83% proviene da fonderie alimentate solo da fonti rinnovabili. Al posto di guida troviamo un display da 9 pollici, mentre al centro svetta il touchscreen verticale da 14,5 pollici: la filosofia è quasi full touch, con pochi tasti soft touch sul volante e una rotella per il media player.
I comandi del clima restano visibili sul bordo inferiore dello schermo e il navigatore si estende al cruscotto, ma il rischio di distrazione resta concreto. I controlli vocali si basano su Gemini di Android Automotive: chiedendo aiuto per regolare gli specchietti, l'assistente ha risposto leggendo consigli pratici trovati sul web invece di aprire il menu. La grafica è piacevole e l'interfaccia intuitiva, ma il layout è affollato. La versione base Dual Motor da 550 kW (648 cavalli) e 678 km WLTP si è dimostrata fluida e precisa: un mezzo che coniuga anima sportiva e comfort da viaggio.