Tesla ha annunciato l'avvio della produzione di Optimus, il suo robot umanoide, nello stabilimento di Fremont, in California. La notizia è arrivata durante la stessa chiamata sui conti del terzo trimestre in cui l'azienda ha promesso i primi Cybercab ai clienti entro la fine dell'anno. I primi esemplari sono già usciti dalle linee, ma il percorso verso il mercato resta lungo: nessuna data di vendita è stata fissata.
Linee riconvertite per l'umanoide
Nella lettera agli azionisti Tesla spiega che i robot vengono ora assemblati sulle linee ad alto volume dello stabilimento californiano, lo stesso che fino alla primavera ospitava la produzione di Model S e Model X e che è stato riconvertito proprio per fare spazio all'umanoide. Gli esemplari prodotti sono definiti di qualità produttiva, cioè arrivati a uno stadio che precede la produzione su larga scala, ma l'azienda precisa che sia l'hardware sia il processo produttivo continueranno a essere affinati.
Elon Musk ha descritto la fase iniziale con un'espressione piuttosto informale, spiegando che la produzione sarà lenta e "un po' accidentata", perché il progetto ha ancora bisogno di ritocchi. L'obiettivo dichiarato è comunque ambizioso: Tesla punta a raggiungere entro la fine del 2027 un ritmo di 20.000 unità a settimana, pari a circa un milione di robot l'anno, numero coerente con la capacità per cui era stata progettata la linea di Fremont. Si tratta però di un traguardo e non di un risultato già acquisito: la fase attuale resta un avvio a bassi volumi, lontano da qualsiasi diffusione di massa.
Non è ancora possibile acquistarlo
Vedere i primi Optimus lasciare la fabbrica non significa poterli comprare: Tesla non ha ancora aperto le vendite e non ha comunicato alcuna data. Restano da definire diversi aspetti, a partire dal design definitivo e dall'affidabilità, fino alla capacità del robot di gestire attività non pianificate, un contesto ben diverso da quello, molto più strutturato, di una linea di montaggio. Anche l'intelligenza artificiale che lo controlla è un lavoro ancora in corso.
Il debutto industriale di Optimus arriva con un trimestre dai risultati contrastanti. I ricavi sono rimasti sostanzialmente stabili a 28,04 miliardi di dollari, mentre l'utile netto si è fermato a 787 milioni di dollari, in calo del 43% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A pesare, secondo Tesla, sono soprattutto i prezzi medi di vendita più bassi, il mix di prodotto e l'aumento delle spese operative e di ricerca e sviluppo. L'azienda indica inoltre superintelligenza, robotica ed energia come gli ambiti in cui sta aumentando gli investimenti, segnale di una fase in cui i progetti legati all'automazione richiedono ancora molta cassa prima di restituire margini più elevati.
Sul fronte robotaxi, il Cybercab è già operativo come veicolo dedicato nella flotta commerciale a pagamento di Austin, mentre il servizio Robotaxi senza conducente è attivo con corse a pagamento in sei aree metropolitane statunitensi, ancora lontano da un utilizzo su larga scala. Musk ha ribadito che Optimus e Cybercab rappresenteranno la stragrande maggioranza del valore di Tesla. Staremo a vedere quanto velocemente Fremont riuscirà ad aumentare i volumi: i prossimi conti trimestrali diranno se la tabella di marcia verso il 2027 è davvero realistica o, come spesso accade con Elon Musk, promette qualcosa che non può mantenere.