Canva alza la posta nel campo dell'AI generativa e lo fa con Craft, il suo primo modello proprietario per la creazione di immagini. L'obiettivo è chiaro: competere direttamente con le tecnologie di OpenAI, Google, ByteDance e Meta, ma con un approccio diverso che punta tutto sulla precisione e sulla modificabilità del risultato finale.
Un processo in due fasi per risultati più controllabili
La vera novità sta nel modo in cui Craft lavora. A differenza dei sistemi tradizionali che producono un'immagine direttamente dalla descrizione testuale, il modello di Canva utilizza un processo articolato in due fasi. Prima interpreta la richiesta e organizza la composizione, stabilendo dove collocare gli oggetti, quali dimensioni assegnare loro e come distribuire testi ed elementi grafici. Solo in un secondo momento passa alla generazione vera e propria dell'immagine.
Questo approccio consente di ottenere immagini fino a 2K con testi perfettamente leggibili e la possibilità di apportare modifiche precise a posteriori. Un vantaggio non da poco per creativi e content creator, che sempre più spesso necessitano di generazioni accurate e adattabili ai propri utilizzi specifici, senza dover ricominciare da zero ogni volta.
La sfida ai giganti dell'AI generativa
Con il rilascio di Craft, Canva entra ufficialmente nel mercato dei modelli di generazione delle immagini, affiancandosi alle soluzioni già offerte da Google e OpenAI. La scommessa dell'azienda è che la possibilità di modificare il risultato in modo granulare possa fare la differenza per i professionisti della creatività, stanchi di dover iterare all'infinito sui prompt per ottenere ciò che hanno in mente. La partita è aperta e il settore guarda con interesse a questa nuova declinazione dell'AI generativa, sempre più orientata al controllo e alla precisione.