Volkswagen mette in pausa la Golf elettrica. Il gruppo di Wolfsburg ha sospeso lo sviluppo della futura ID. Golf, la versione a batteria di uno dei nomi storici del marchio, travolta dalle difficoltà finanziarie dell'azienda. «Semplicemente, al momento non possiamo permetterci questo lavoro», ha spiegato il responsabile del brand Thomas Schäfer. La pausa è definita temporanea e il progetto resta nei piani, ma senza una data per la ripartenza: si parlava di un debutto nel 2028, poi spostato al 2030.
Conti in profondo rosso
Il terzo trimestre si chiude con una perdita netta di 5,8 miliardi di euro, contro gli 1,1 miliardi persi nello stesso periodo dell'anno precedente: è il risultato peggiore da fine 2015. I ricavi arretrano del 6,3% a 75,3 miliardi, il risultato operativo chiude in rosso per 5,9 miliardi e le consegne calano del 14,3% a 1,89 milioni di veicoli. Sui 7,8 miliardi di oneri straordinari pesa soprattutto la svalutazione da 6,4 miliardi iscritta su Porsche, legata alla revisione al ribasso delle previsioni di lungo periodo del marchio premium.
Nel quadro generale entrano anche il mercato cinese e i dazi americani: nei primi nove mesi le vendite in Cina sono calate di circa il 35%, mentre le tariffe introdotte dagli Stati Uniti sono costate al gruppo circa 2,1 miliardi di risultato operativo. Il risultato netto dei nove mesi è negativo per 2,72 miliardi, contro un utile di 3,4 miliardi dell'anno prima. «I risultati dei primi nove mesi evidenziano chiaramente che non possiamo permetterci di perdere altro tempo», ha dichiarato il direttore finanziario Arno Antlitz.
Il nodo dei margini elettrici
Il problema è strutturale e riguarda proprio le auto a batteria: le elettriche pesano ormai per il 40% del portafoglio ordini e la domanda cresce, ma i loro margini restano inferiori a quelli dei modelli a combustione, che invece perdono volumi. Il marchio Volkswagen Passenger Cars ha consegnato 2,24 milioni di veicoli nei primi nove mesi, l'1,7% in meno, con ricavi in calo del 2,9% a 61,95 miliardi e un risultato operativo sceso da 1,48 miliardi a 813 milioni. Il margine operativo è così scivolato all'1,3%, dal 2,3% di un anno prima.
Per riequilibrare i conti il gruppo punta su un piano da circa 31 miliardi di euro: gamma più asciutta, organizzazione snellita e fabbriche più efficienti, con un piano di ristrutturazione che potrebbe comportare fino a 100.000 posti di lavoro in meno e la chiusura di quattro siti tedeschi. Intanto la ID. Golf resta ferma, ma Volkswagen si affida ad altri modelli: il nuovo ID. Tiguan è appena arrivato sul mercato e la famiglia di compatte elettriche ha già raccolto 150.000 ordini con ID. Polo, ID. Cross, Škoda Epiq e CUPRA Raval, sviluppate insieme e costruite a Martorell e Pamplona.