A vederlo sembra una lampada da tavolo dal design un po' stravagante, ma Mori è qualcosa di più. Lo ha presentato OKA (One Kind Artifact), giovane startup che definisce la novità un "compagno per la natura". In sostanza è un piccolo robot domestico basato sull'intelligenza artificiale che osserva ciò che gli accade intorno e reagisce con movimenti, luci e suoni. Alto circa 30 centimetri e con l'aspetto di un fungo, non pulisce e non svolge faccende: è pensato come un oggetto d'arredo intelligente.
Niente schermo, niente voce: solo sguardi e tocchi
L'idea alla base di Mori è lontana da quella dei robot domestici a cui siamo abituati. Non pulisce i pavimenti e rinuncia sia allo schermo che all'interazione vocale tipica degli assistenti digitali. OKA vuole che occupi uno spazio in casa senza richiedere continuamente attenzioni: può voltarsi verso qualcuno che entra nella stanza, muoversi a ritmo di musica durante una serata oppure rimanere immobile mentre il proprietario legge. Gran parte delle interazioni dirette avviene con un semplice tocco.
Attentive Intelligence e VIBE: come impara a comportarsi
A gestire il suo comportamento c'è quella che OKA chiama Attentive Intelligence. Mori osserva l'ambiente, impara progressivamente ciò che considera normale e presta maggiore attenzione alle novità, ad esempio un oggetto comparso nella stanza o un rumore insolito proveniente dall'esterno. Prima di reagire tiene conto del contesto, decidendo se muoversi, produrre un piccolo segnale oppure rimanere fermo. C'è poi VIBE (Vitality, Interaction, Bonding and Emotion), una sorta di stato interno variabile che influenza energia e comportamento: combinando piccoli movimenti, espressioni degli "occhi" e suoni, la stessa interazione può produrre una risposta più vivace in un momento e più discreta in un altro.
La natura è l'altro elemento centrale del progetto. Attraverso illuminazione, movimento e audio, Mori può ricreare brevi esperienze ispirate alla pioggia, ai boschi, a un fuoco da campo e ad altri scenari naturali. Possono essere avviate toccando il robot oppure proposte dallo stesso Mori in alcuni momenti della giornata, con l'obiettivo di creare piccole pause nell'ambiente domestico. Un approccio che sposta l'attenzione dalla produttività alla compagnia emotiva, un territorio su cui sempre più aziende stanno sperimentando.