La McLaren si prepara a un cambio di pelle epocale. Dopo il passaggio al fondo d'investimento L'imad di Abu Dhabi, la casa di Woking ha scelto una strategia di comunicazione a sorpresa: lo scorso 29 ottobre, a Covent Garden a Londra, una monumentale scultura a forma di kiwi — il leggendario simbolo scelto dal fondatore Bruce McLaren negli anni '60 — nascondeva un indizio chiave, la sigla "McL 820". Non si tratta solo di marketing: il marchio ha rispolverato le proprie radici con un font e un logo ispirati alla prima officina storica, ma soprattutto ha definito una nuova regola commerciale. La sigla "McL", appena debuttata sulla 6GT con cambio manuale, diventerà lo standard per battezzare i modelli di serie.
Addio alla 750S: arriva la serie più potente di sempre
La prima vettura a portare questa nuova identità sul cofano sarà la McL 820, destinata a raccogliere l'eredità della 750S. Quest'ultima andrà in pensione l'anno prossimo dopo un decennio di carriera, dalle forme originarie della 720S fino alla serie finale 788HS; la rete vendita ha già iniziato a raccogliere gli ultimi ordini prima della chiusura definitiva della produzione. Con la McL 820 il salto prestazionale si preannuncia netto: il nome rivela subito la cavalleria in standard metrico, pari a circa 809 CV. Numeri che ne faranno la McLaren di grande serie più potente mai costruita, pronta a sfidare rivali a motore centrale come la Ferrari 296 e la Lamborghini Temerario, ma anche icone a motore anteriore del calibro di Ferrari 12Cilindri e Aston Martin Vanquish.
Motori sviluppati in casa: la tabella di marcia del rilancio
Il cuore della McL 820 sarà uno dei due nuovi sistemi ibridi che la casa sta sviluppando interamente al proprio interno. Come spiegato dal responsabile operativo Michael Straughan, i tecnici partiranno dall'attuale architettura V8 per svilupparne la generazione successiva. L'obiettivo è chiaro: mantenere un controllo totale sulla meccanica, senza dipendere da fornitori esterni. L'arrivo della McL 820 coincide con un piano di rilancio più ampio che include anche un SUV e una gamma di propulsori fatti in casa, segnando una svolta storica per il marchio britannico. La sfida a Ferrari e Lamborghini, insomma, è appena cominciata.