Dopo 35 anni di onorato servizio, Microsoft ha deciso di chiudere i battenti di Publisher. La notizia ha riacceso i riflettori sui rischi dei formati proprietari, tema caro a The Document Foundation, che da tempo denuncia i limiti di OOXML e dei software closed source. Stavolta l'occasione è ghiotta: la fondazione consiglia ufficialmente LibreOffice Draw come alternativa per aprire e modificare i vecchi documenti PUB.
La conversione suggerita da Microsoft non convince
Nella pagina dedicata all'addio, Microsoft suggerisce di convertire i file PUB in PDF per la visualizzazione e la stampa, oppure in DOCX per la modifica. Il primo formato non è adatto all'editing, mentre il secondo elimina la formattazione dei documenti più complessi. In entrambi i casi, si passa da un formato proprietario a un altro formato proprietario: un paradosso che, secondo la fondazione, dimostra come i documenti vengano considerati un sottoprodotto dell'applicazione, non un'informazione di proprietà di chi li ha creati.
La soluzione open source che Microsoft non menziona
Grazie al reverse engineering del formato PUB è nata la libreria libmspub, usata da Scribus e da LibreOffice Draw per importare i file Publisher. Scribus è open source ma salva in formato SLA basato su XML, non standard. LibreOffice Draw, invece, apre i documenti PUB, ne consente la modifica e li salva nel formato standard ODF. Una strada che Microsoft non ha voluto indicare, ma che rappresenta la vera via di uscita dal lock-in proprietario.
The Document Foundation lancia un avvertimento chiaro: se il formato è proprietario, l'accesso ai documenti resta sotto il controllo del fornitore. Enti pubblici, scuole e associazioni dovrebbero verificare subito se i propri archivi usano formati chiusi e pianificare la transizione verso standard aperti finché è ancora possibile aprire i file. Il caso Publisher è solo l'ultimo campanello d'allarme.