Donald Trump ha una lunga storia di manipolazione del linguaggio per attaccare i nemici. Dopo aver coniato soprannomi come 'Little Marco' e 'Crooked Hillary', e aver trasformato 'fake news' in un'arma politica, ora punta a ribattezzare l'intelligenza artificiale. La sua nuova crociata: bandire la parola 'artificial' e promuovere l'acronimo 'SI' per 'Super Intelligence'. Un ordine esecutivo firmato la scorsa settimana vieta l'uso di 'AI' ovunque possibile, e i cambiamenti sono già in corso.
Un rebranding forzato
Il Center for AI Standards and Innovation è diventato Center for Advancing Innovation and Standards for Super Intelligence (CAISSI), mentre il Dipartimento di Giustizia ha già modificato i comunicati stampa per includere la nuova dicitura, arrivando a parlare di 'Super Intelligence-Assisted Music Streaming Fraud'. Trump ha persino dichiarato che 'chi usa il termine Artificial Intelligence è IL NEMICO'. Le grandi aziende tech si sono adeguate rapidamente: Elon Musk ribattezzerà SpaceXAI in SpaceXSI, Jeff Bezos ha detto che 'artificiale non è lusinghiero', e anche Jensen Huang e Sam Altman hanno accolto il termine, pur senza cambiare i nomi delle loro aziende.
Ma la mossa è più problematica di quanto sembri. 'Superintelligenza' è un concetto che esiste da anni: reso popolare dal libro di Nick Bostrom nel 2014, indica un'IA avanzata in grado di superare il pensiero umano, non l'intera categoria. Impiegarlo per tutto, dai futuri dei macchina ai vecchi tool di generazione musicale, svuota il termine di significato. Inoltre, Trump non può imporre l'uso al Congresso, e le leggi esistenti come il Take It Down Act continuano a citare 'artificial intelligence'. I repubblicani dovranno decidere se assecondare una denominazione poco intuitiva e legata a una posizione pro-industria impopolare.
Una battaglia linguistica persa in partenza
A complicare il quadro, figure pro-regolamentazione come il senatore Bernie Sanders usavano già 'superintelligenza' per indicare i rischi dell'IA senza controllo, avendo co-sponsorizzato il Ban Artificial Superintelligence Act a settembre. Trump ama ribattezzare le cose, ma i suoi successi linguistici funzionano quando sono orecchiabili e semplici. 'Super Intelligence' suona invece come un eufemismo vuoto, che non placa le preoccupazioni reali degli americani su data center e impatti dell'IA. Anzi, l'insistenza nel forzare un termine 'più carino' rischia di far apparire Trump e l'intero settore ancora più deboli.