Netflix ha annunciato il licenziamento di circa 1.000 dipendenti, pari al 6% della sua forza lavoro. La notizia è stata comunicata oggi ai dipendenti con un memo firmato dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters. Si tratta della più grande ondata di esuberi mai effettuata dallo streamer, superando i tagli precedenti: 150 posti a maggio 2022 e altri 300 a giugno dello stesso anno.
I reparti coinvolti
Secondo il memo, i licenziamenti colpiranno principalmente i team prodotto, tecnologia, risorse umane e legale. I co-CEO hanno motivato la decisione con la necessità di essere "disciplinati su dove prioritizzare persone e risorse". Hanno aggiunto che Netflix continuerà a investire in aree ad alto impatto per migliorare il servizio e alimentare crescita e innovazione.
La società ha registrato nel 2025 un fatturato di 45,2 miliardi di dollari e un utile netto di 11 miliardi, con 325 milioni di abbonati. Il business pubblicitario è più che raddoppiato, raggiungendo 1,5 miliardi di dollari di ricavi, grazie al piano con pubblicità da 7,99 dollari al mese che a maggio 2025 contava oltre 9,4 milioni di iscritti.
Nonostante i numeri positivi, la dirigenza ha scelto di ridurre i costi per mantenere la redditività. La mossa segue un rapporto della scorsa settimana che anticipava un taglio del 5%, poi corretto al rialzo. Netflix non ha fornito dettagli su eventuali buonuscite o tempistiche.