Ericsson alza il sipario su ISAC (Integrated Sensing and Communication), una tecnologia che trasforma le reti mobili in un vero e proprio sistema radar. L'idea è tanto semplice quanto dirompente: sfruttare gli stessi apparati radio 5G che servono a far comunicare smartphone e dispositivi per rilevare oggetti non connessi alla rete, come appunto i droni, e seguirne gli spostamenti all'interno dell'area di copertura.
Come funziona il rilevamento
Il cuore della soluzione sta nella combinazione di più tecnologie: apparati radio 5G dotati di capacità di sensing, edge computing per elaborare i dati sul posto, intelligenza artificiale e sofisticate tecniche di elaborazione del segnale. In pratica, le onde radio riflesse dagli oggetti in movimento vengono analizzate per ricostruire presenza, posizione e traiettoria di ciò che vola nello spazio circostante, senza bisogno che il drone sia equipaggiato con un modulo di rete.
Perché è una svolta per la sicurezza
La possibilità di individuare droni e altri oggetti non cooperativi attraverso l'infrastruttura mobile esistente apre scenari importanti in ambito sicurezza, sorveglianza di infrastrutture critiche, aeroporti e grandi eventi. Non serve installare radar dedicati: la rete 5G diventa essa stessa un sensore diffuso, con costi di dispiegamento potenzialmente inferiori e una copertura che segue quella cellulare. Ericsson punta così a unificare comunicazione e percezione, un passo che potrebbe ridefinire il ruolo delle reti mobili nel prossimo futuro.