Un attacco informatico ha colpito la filiera della conservazione del sangue in Francia. Secondo quanto riportato dal ministero della Salute transalpino, alcuni malintenzionati sono riusciti a modificare da remoto i parametri di temperatura di impianti utilizzati per custodire prodotti sanguigni, tra cui scorte di plasma destinato alle trasfusioni. L'incidente ha riguardato congelatori industriali, riprogrammati per operare a valori estremi, fino a -110 °C, ben al di sotto delle soglie di sicurezza previste per la catena del freddo.
Tempestivo intervento e nessun danno operativo
Grazie a un intervento rapido, il personale tecnico è riuscito a ripristinare le condizioni corrette prima che la manomissione potesse compromettere l'integrità delle sacche di plasma. Il ministero della Salute francese ha precisato che non si sono verificate conseguenze operative e che le scorte coinvolte sono state messe in sicurezza. Resta però alta l'attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi di controllo remoto degli impianti sanitari, sempre più esposti a intrusioni informatiche.
Non solo ospedali: già colpiti i frigoriferi dei supermercati
L'episodio non è isolato. Nei mesi scorsi, attacchi simili avevano preso di mira i frigoriferi dei supermercati, anche in Italia, con la manomissione da remoto delle temperature impostate. In quel caso, i cybercriminali avevano sfruttato falle nei sistemi di monitoraggio per alterare i parametri e danneggiare le scorte alimentari. La vicenda francese dimostra come la stessa tipologia di attacco possa ora spostarsi su bersagli ben più sensibili, come la catena del freddo per uso medico.
La vicenda riaccende i riflettori sulla necessità di rafforzare la cybersicurezza delle infrastrutture critiche, soprattutto in ambito sanitario. Gli esperti sottolineano l'importanza di sistemi di autenticazione robusti, monitoraggi in tempo reale e procedure di emergenza per evitare che un attacco informatico possa trasformarsi in un rischio concreto per la salute pubblica.