Tra due giorni scade il periodo di sei mesi concesso dal Garante Privacy per adeguarsi alle nuove linee guida sull'uso dei tracking pixel nelle email. Non è un caso che in queste ore gli utenti stiano ricevendo decine di comunicazioni e informative da parte di aziende e piattaforme che hanno atteso fino all'ultimo momento per aggiornare i consensi. L'adeguamento riguarda soprattutto le newsletter e le email di marketing, ma anche i messaggi automatici e di servizio.
Cosa sono i pixel invisibili e perché sono sotto accusa
I tracking pixel sono immagini di dimensioni minime, spesso invisibili, inserite nei messaggi di posta elettronica come link ipertestuali. Queste immagini sono ospitate su un server remoto e consentono al mittente di sapere quando l'email viene aperta, raccogliendo dati come l'indirizzo IP, il dispositivo utilizzato, il tempo di consultazione e il numero di aperture. Il Garante è intervenuto perché tali pixel forniscono accesso a dati personali, in base all'articolo 122 del Codice privacy e al GDPR. L'accusa principale è la scarsa trasparenza: gli utenti non sono adeguatamente informati sulla presenza e sul funzionamento di questi strumenti.
Le nuove regole e le email in arrivo
La risposta al problema è chiara: chi utilizza pixel di tracciamento deve informare preventivamente il destinatario e ottenere un consenso valido. Diverse realtà hanno già inviato email ai propri clienti per annunciare modifiche in arrivo. Ad esempio, Plenitude On The Road ha ricordato che l'informativa Privacy dell'app è stata aggiornata per fornire maggiori dettagli sull'utilizzo dei tracking pixel. Queste comunicazioni continueranno nei prossimi giorni, man mano che le aziende si adegueranno alle nuove disposizioni.