La Sony A7R VI non è una fotocamera per tutti. Con i suoi 66,8 megapixel su sensore stacked e una raffica fino a 30 fps blackout-free in elettronico, nasce per chi vuole il massimo dettaglio senza rinunciare alla velocità. Ma regge davvero fuori dallo studio? L'abbiamo portata per due settimane in Thailandia, tra mercati notturni, templi, spiagge e fauna, con uno zaino di tre ottiche G Master: 24-70mm F2.8, 16-35mm F2.8 e il nuovo 100-400mm F4.5.
Il banco di prova: il viaggio, non il laboratorio
Niente grafici o target di risoluzione: la A7R VI è stata messa alla prova nel disordine di un reportage reale, con luce dura a mezzogiorno e buio quasi totale dopo le 18:30. L'autofocus con riconoscimento soggetti, la stabilizzazione e la gestione dei file da 67 MP hanno dovuto lavorare con tempi di reazione ridotti all'osso. Contrariamente ai piani, il 16-35mm F2.8 è diventato l'ottica più usata, capace di coprire l'80% degli scatti street con una pulizia sorprendente alle focali corte.
67 megapixel: dettaglio e reframing
La risoluzione si traduce in due vantaggi concreti: dettaglio fine su soggetti complessi, come intarsi e decorazioni dei wat, e possibilità di rifilare pesantemente in post restituendo inquadrature equivalenti a focali molto più lunghe. Su quasi 8000 scatti, meno di 1000 sono stati realizzati con il 24-70, mentre le altre due ottiche si sono divise la maggior parte del lavoro. Il rovescio della medaglia? Servono ottiche all'altezza e una gestione accorta dei file RAW, con backup serali su SSD esterno.
Il vero salto rispetto alla A7R V non sono i 5 megapixel in più, ma il nuovo sensore. L'autofocus AI riconosce persone, animali, uccelli e veicoli con modalità Auto, evitando cambi manuali quando la scena muta in pochi secondi. Nei mercati notturni di Bangkok, tra tuk-tuk e luci difficili, la macchina ha centrato l'occhio del soggetto anche con il volto coperto dalla mascherina. Due slot SD/CFexpress e raffiche da 60-70 scatti consecutivi su buone SD Card completano il quadro di una mirrorless che, dopo la prova, è difficile da restituire.