Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, è stato vittima di un attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari: se confermata, si tratterebbe del furto più ingente mai registrato nel settore, ben oltre il precedente record di 1,5 miliardi attribuito agli hacker nordcoreani nell'attacco a Bybit del febbraio 2025. La notizia, rilanciata dal New York Times e ripresa dalle principali testate internazionali, ha scosso l'intero mercato degli asset digitali.
La società ha garantito che coprirà integralmente le perdite utilizzando il fondo SAFU (Secure Asset Fund for Users) e le proprie riserve, precisando che i fondi degli utenti sono al sicuro. I prelievi restano sospesi per un aggiornamento di sicurezza, mentre i depositi sono tornati regolarmente operativi dopo un primo blocco iniziale. Nel frattempo proseguono le verifiche sull'accaduto.
Fondi congelati e caccia ai responsabili
Binance ha avviato una collaborazione con diversi partner del settore blockchain per individuare e bloccare gli asset coinvolti: finora sarebbero stati congelati circa 3 miliardi di dollari direttamente on-chain. Anche Tether ha bloccato oltre 1,5 miliardi in fondi collegati all'attacco, mentre Circle avrebbe congelato più di 800 milioni. Non è ancora chiaro quanto sarà effettivamente possibile recuperare.
Secondo l'indagine preliminare, un laptop di un ingegnere DevOps potrebbe essere stato compromesso, consentendo agli aggressori di accedere a un container di servizi e di effettuare prelievi non autorizzati. La società di sicurezza blockchain TRM Labs ha attribuito l'operazione a TraderTraitor, gruppo di hacker d'élite nordcoreano, con un livello di certezza elevato basato su intelligence on-chain e off-chain.
Un colpo alla fiducia negli exchange centralizzati
Se le stime saranno confermate, l'attacco supererebbe il furto subito da Bybit nel febbraio 2025. Per Tim Sun, ricercatore senior di Haskey Group, un episodio di queste dimensioni potrebbe spingere gli investitori a rivalutare la sicurezza degli asset custoditi sugli exchange centralizzati, oltre ai rischi legati a solvibilità e liquidità degli operatori.
La vicenda arriva in un momento delicato per Binance, che nel 2023 si è dichiarata colpevole di violazioni delle leggi statunitensi antiriciclaggio, accettando 4,3 miliardi di dollari di sanzioni. Il fondatore Changpeng Zhao, condannato a quattro mesi, ha poi ricevuto la grazia da Donald Trump nel 2025. Resta ora da capire la portata effettiva della violazione e se le rassicurazioni sulla sicurezza troveranno conferma.