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La rottura tra EVGA e NVIDIA, attraverso gli occhi di un ex dipendente

La rottura tra EVGA e NVIDIA, attraverso gli occhi di un ex dipendente Fonte: HDblog
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La società taiwanese non riuscì ad adeguarsi all'idea che il suo principale fornitore diventasse anche un diretto concorrente

Se siete appassionati di PC gaming ci saranno state probabilmente poche notizie shock come l’abbandono del mercato delle schede grafiche da parte di EVGA, una delle partner più apprezzate e rispettate di NVIDIA nella produzione di GeForce GTX e RTX. L’annuncio risale ormai a più di quattro anni fa: la società si è chiamata fuori prima dell’uscita delle RTX 40, i suoi ultimi prodotti (in questo segmento, naturalmente) sono quindi stati le RTX 30. Negli scorsi giorni un ex product manager della società, Brendon Ray Hendrick, che ha lavorato presso EVGA tra il 2016 e il 2019, racconta dal suo punto di vista come andarono le cose, e perché i rapporti con NVIDIA diventarono sempre meno sostenibili.

In una parola - beh, due: Founders Edition. EVGA non è riuscita ad adattare la propria strategia alla popolarità sempre maggiore delle schede NVIDIA “first party”. La società di Jensen Huang era al tempo stesso un fornitore e un concorrente, peraltro parecchio aggressivo e scomodo. Hendricks identifica l’arrivo delle Founders Edition basate sull'architettura Pascal (GeForce GTX 10) come il punto in cui tutto è andato all’aria, anche perché EVGA (come tutti i partner) avrebbe dovuto mantenere a catalogo almeno un modello al prezzo consigliato da Nvidia, anche se questo significava quasi sempre venderlo in perdita.

Al tempo stesso, NVIDIA faceva notevoli progressi con le proprie schede, sia dal punto di vista della gestione delle frequenze operative sia da quello della dissipazione del calore, il che in ultimo rendeva, sempre per EVGA, virtualmente inutile l’idea di scegliere un produttore terzo. Come se non bastasse, NVIDIA diventava sempre meno disposta a condividere informazioni in anticipo con i propri partner: verso la fine, ricorda sempre Hedrick, la società riceveva le specifiche definitive delle nuove GPU praticamente in contemporanea con il pubblico. NVIDIA aveva inoltre adottato sistemi anti-leak piuttosto aggressivi, tra cui watermark diversificati per partner.

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