Quanto conta camminare per mantenere la mente lucida? A rispondere, almeno in parte, è uno studio durato circa 14 anni condotto su 3.093 adulti statunitensi, che ha incrociato i dati sul movimento quotidiano con le capacità cognitive dei partecipanti. Il punto di partenza è una constatazione nota alla ricerca: l'attività fisica è associata positivamente alla cognizione, mentre l'ipertensione arteriosa mostra un legame negativo con le funzioni mentali.
Passi sotto la lente, non solo a livello soggettivo
La novità rispetto al passato sta nel metodo. Molti studi precedenti si basavano su misure auto-riferite, cioè su quanto le persone dichiaravano di muoversi. Questa volta i ricercatori hanno utilizzato i conteggi giornalieri dei passi rilevati da dispositivi indossabili Fitbit, incrociandoli con la pressione sistolica e diastolica e con i risultati dei test cognitivi. In questo modo il movimento è stato misurato in modo oggettivo, riducendo il margine di errore delle autovalutazioni.
Cosa dicono i risultati
Le conclusioni, riportate dallo psichiatra Olaoluwa Okusaga del Baylor College of Medicine, indicano che i gruppi più attivi tendevano a ottenere punteggi migliori in diversi ambiti cognitivi. In pratica, chi si muoveva di più mostrava migliori capacità di concentrazione sul lavoro, controllo degli impulsi e perseveranza verso obiettivi a lungo termine, come risparmiare denaro o seguire un piano di salute. Un effetto che sembra riguardare più dimensioni della mente, non una sola.
Okusaga ha però precisato un limite importante: lo studio era di tipo osservazionale e non era progettato per stabilire un numero ottimale di passi giornalieri per la salute cognitiva. I risultati, ha spiegato, confermano un'associazione tra attività fisica prolungata nel tempo e prestazioni cognitive successive, ma non dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che sia il movimento a causare il miglioramento delle capacità mentali.
In attesa di nuove ricerche in grado di chiarire il rapporto causa-effetto, il messaggio resta prudente ma incoraggiante: contare i passi non serve solo a monitorare il movimento, ma offre indizi preziosi sull'attenzione e sulle abilità decisionali. Un motivo in più per non rinunciare a una camminata quotidiana.