L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un'istruttoria nei confronti di Suno Inc., la società statunitense nota per il suo generatore di musica basato su intelligenza artificiale. L'obiettivo è verificare la presenza di clausole vessatorie all'interno dei Termini di Servizio della piattaforma, in possibile violazione del Codice del consumo italiano.
Cosa contesta l'Antitrust
Secondo quanto rilevato dall'Autorità, i termini contrattuali imposti agli utenti conterrebbero diverse criticità. Tra queste spiccano le modifiche unilaterali che Suno si riserva di apportare senza preavviso, le limitazioni di responsabilità a tutela dell'azienda, e una gestione opaca dei diritti d'autore sui contenuti generati dagli utenti. Particolare attenzione è rivolta all'obbligo di arbitrato negli Stati Uniti, che di fatto preclude agli utenti italiani la possibilità di ricorrere al giudice ordinario.
Implicazioni per gli utenti e per il settore
L'inchiesta dell'AGCM rappresenta un segnale forte per l'intero comparto dell'IA generativa, sempre più sotto la lente delle autorità di regolamentazione. Se le violazioni dovessero essere confermate, Suno potrebbe essere costretta a rivedere profondamente i propri contratti, con ricadute significative sul modo in cui i servizi di intelligenza artificiale gestiscono i rapporti con gli utenti europei. La vicenda si inserisce in un quadro normativo in evoluzione, dove la trasparenza e l'equilibrio contrattuale diventano requisiti imprescindibili.
Al momento Suno Inc. non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. L'istruttoria è nella fase iniziale e non è ancora stata formulata alcuna conclusione. Gli sviluppi saranno seguiti con attenzione, poiché potrebbero definire un precedente importante per la regolamentazione delle clausole abusive nel settore dell'IA musicale.