Dopo quasi dieci anni di annunci, rinvii e promesse mirabolanti, la Tesla Roadster di nuova generazione è finalmente pronta al debutto. L'evento si terrà a Waco, in Texas, ma il tempismo non potrebbe essere peggiore. Il mercato delle auto elettriche sta attraversando una fase di forte incertezza, con prezzi dell'energia elevati, tensioni politiche e consumatori sempre più cauti. La spinta euforica post-Covid, alimentata dagli incentivi fiscali, ha lasciato il posto a vendite in rallentamento e a una riduzione delle opzioni disponibili.
Un'hypercar fuori tempo massimo
La Roadster non è una EV qualsiasi. È un simbolo di status estremo, definito da promesse oltraggiose e da un alone di irraggiungibilità. Elon Musk ha dichiarato che accelererà da 0 a 100 km/h in meno di due secondi, supererà i 400 km/h di velocità massima e offrirà un pacchetto opzionale SpaceX con propulsori a gas freddo per farla "volare un po'". Numeri che, sulla carta, la rendono una delle auto più veloci mai costruite. Ma il contesto in cui arriva è quello di un settore in frenata: anche Tesla, leader del mercato, sta ridimensionando i piani e affrontando una domanda in calo.
La Roadster è diventata famosa proprio per la sua inafferrabilità. Dopo anni di scadenze mancate, molti l'avevano archiviata come vaporware, al pari di altri progetti Tesla mai realizzati come i tetti solari o la ricarica robotica. Persino personalità come Sam Altman e Marques Brownlee hanno annullato le prenotazioni, convinti che non sarebbe mai arrivata. Ora che la produzione sembra imminente, la domanda sorge spontanea: perché costruirla? Musk, che spinge per trasformare Tesla in un'azienda di robotica e AI, ha definito la Roadster l'ultima vettura Tesla progettata per la guida umana. Nel frattempo, la produzione delle Model S e X è terminata per fare spazio ai robot Optimus, e si vocifera di una possibile fusione con SpaceX.
Troppo tardi, troppo cara
Il mercato delle hypercar elettriche si è rivelato ostico. Modelli come Rimac Nevera, Pininfarina Battista e Lotus Evija hanno raggiunto vette ingegneristiche, ma hanno dovuto fare i conti con vendite deludenti e ritardi. I super ricchi continuano a preferire motori a combustione, cambio manuale e sound meccanico. La stessa Ferrari, con la sua prima EV Luce, ha optato per quattro porte tra lo scetticismo generale. Porsche ha rinviato più volte le versioni elettriche di Cayman e Boxster, mentre Lamborghini ha abbandonato l'idea di una EV pura in favore di una gamma ibrida. La Roadster, con il suo prezzo astronomico e un'accelerazione che oggi è alla portata di molte elettriche, rischia di essere un esercizio di stile più che un prodotto commerciale.
Per Tesla, però, non serve un successo di vendite. La Roadster sarà un'auto a tiratura limitata, dove il valore si misura in scarsità, non in volumi. La sua vera funzione è celebrare un'era che Tesla ha già superato: mentre Musk guarda a Marte e all'intelligenza artificiale, la Roadster arriva come un reperto terreno di un futuro già archiviato. L'ultima volta che una Tesla Roadster ha catturato l'immaginario collettivo è stato nel 2018, quando Musk la lanciò nello spazio. Quell'auto vaga ancora a milioni di chilometri dalla Terra, con un manichino "Starman" al volante. Otto anni dopo, la nuova Roadster si prepara a un debutto molto più prosaico, ma forse altrettanto distante dalle aspettative.