Dopo nove anni di rinvii e promesse, Elon Musk ha finalmente mostrato al mondo la Tesla Roadster di nuova generazione. Non una semplice presentazione, ma uno spettacolo che ha polverizzato il confine tra fantascienza e realtà. La data da cerchiare in rosso è la notte del 15 ottobre, quando una Roadster ha preso il volo, ha danzato a testa in giù e si è aggrappata a un half-pipe verticale alto cinquanta metri. Musk ha definito l'evento come la fusione tra la miglior casa automobilistica e la miglior compagnia di razzi al mondo: Tesla e SpaceX.
Tecnologia spaziale su strada
Il segreto di tanta magia? Un sistema di micro-razzi a gas freddo derivato direttamente dal know-how aerospaziale di SpaceX. Questi propulsori correggono l'assetto in volo in frazioni di millisecondo, mentre un sistema di ventole inferiori risucchia l'aria creando un carico aerodinamico pari a 2 g, il doppio della forza di gravità. Il risultato in pista, assicura Musk, è una deportanza folle che permetterà di divorare le curve a velocità mai concepite prima e di stracciare ogni record cronometrico esistente. La Roadster è scattata da 0 a 60 mph (96 km/h) in appena 0,81 secondi, e la versione definitiva farà ancora meglio.
Il design attinge a piene mani dal DNA spigoloso del Cybertruck: lamierati triangolari, spigoli vivi e fari a scomparsa che ricordano la Lamborghini Murciélago. La carrozzeria sfoggia dettagli in titanio e una speciale vernice bianca mutuata dallo spazio per resistere ai raggi UV e neutralizzare la corrosione. I vetri sono color rame, identici alle visiere dei caschi degli astronauti. All'interno, l'abitacolo sceglie la via della purezza spartana: due sedili sportivi avvolgenti, un maxi display centrale orientato verso il pilota e un volante yoke con comandi digitali integrati. Il sistema è totalmente steer-by-wire, senza alcun collegamento meccanico tra guidatore e ruote.
Prestazioni e futuro
Musk non ha rivelato la velocità massima, ma ha lanciato una provocazione ai suoi ingegneri: portarla a 0,5 Mach, circa 615 km/h. Citando 'Ritorno al futuro', ha aggiunto: 'Dove andiamo non abbiamo bisogno di gomme'. La produzione di serie scatterà nel 2028, ma c'è un colpo di scena: questa sarà l'ultima Tesla a guida manuale nel lungo termine, un'eccezione romantica mentre l'azienda punta alla guida autonoma. Il listino si articolerà su tre versioni, e la prossima follia è già fissata: il Grand Canyon, dove la Roadster tenterà il salto fallito da Evel Knievel nel 1974.