Un gruppo di 37 esperti riuniti nella Commissione di The Lancet ha presentato al World Health Summit 2026 di Berlino un rapporto che individua 17 minacce per l'umanità fino al 2100. Tra queste, solo due hanno il potenziale di causare l'estinzione della specie: l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale e un conflitto nucleare. Sebbene la probabilità sia considerata bassa, l'impatto sarebbe catastrofico e irreversibile.
Le due minacce esistenziali
Secondo gli esperti, l'AI potrebbe sfuggire al controllo umano e diventare un'arma letale, mentre una guerra atomica su larga scala scatenerebbe un inverno nucleare in grado di distruggere ecosistemi e catene alimentari. Entrambi gli scenari richiedono una governance globale immediata e coordinata, poiché nessun singolo Paese può gestirli da solo.
Le altre 15 minacce includono pandemie, cambiamento climatico, collasso della biodiversità, crisi idriche e alimentari, cyberattacchi su infrastrutture critiche e instabilità finanziaria. Pur non essendo esistenziali, possono causare milioni di vittime e destabilizzare intere regioni, rendendo il mondo più vulnerabile a catastrofi peggiori.
Un appello alla cooperazione
Il rapporto sottolinea che la prevenzione richiede sforzi congiunti tra governi, aziende tecnologiche e organizzazioni internazionali. Serve una regolamentazione vincolante sull'AI militare e nuovi trattati sul disarmo nucleare. La finestra per agire si restringe: senza interventi tempestivi, il rischio di estinzione, per quanto remoto, continuerà a crescere.