La tensione tra OpenAI e Apple si accende improvvisamente. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla vicenda, OpenAI avrebbe accusato un ex dipendente – rientrato in Apple – di aver inviato oltre 100 file riservati a propri account personali e di aver presentato i suoi piani ai vertici del gruppo di Cupertino. La notizia arriva in un momento di forte competizione nel settore dell'intelligenza artificiale, dove le due aziende sono al centro di voci su un dispositivo mai annunciato.
Le accuse e la replica di Apple
Stando a quanto emerso, l'ex dipendente avrebbe trasferito illegalmente documenti contenenti informazioni sensibili, relative a progetti su cui OpenAI stava lavorando. Non solo: avrebbe anche illustrato le sue strategie ai massimi dirigenti di Apple, alimentando sospetti di spionaggio industriale. Apple, dal canto suo, ha replicato seccamente di non aver trovato prove a sostegno delle accuse, respingendo ogni addebito e difendendo il proprio operato.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente rivalità tra le due aziende. Da mesi si rincorrono indiscrezioni su un dispositivo AI sviluppato da OpenAI in collaborazione con Jony Ive, ex designer Apple, che potrebbe rappresentare una minaccia diretta per l'ecosistema della mela. Le accuse di furto di segreti potrebbero quindi essere solo la punta dell'iceberg di una guerra tecnologica sempre più aspra.
Implicazioni per il settore
Se le accuse dovessero essere confermate, si tratterebbe di un caso grave di violazione della proprietà intellettuale, con possibili ripercussioni legali e reputazionali per entrambe le parti. Al momento, però, non sono state avviate azioni legali formali e la vicenda resta avvolta nel mistero. Quel che è certo è che la battaglia per il dominio dell'IA è appena iniziata, e OpenAI e Apple sembrano pronte a tutto pur di proteggere i propri segreti.