Immaginate di prenotare l'auto dei vostri sogni e, dopo sette anni di attesa, scoprire che non vi verrà mai consegnata. È quanto accaduto a due appassionati australiani che nel 2019 avevano versato un deposito rimborsabile per il Cybertruck di Tesla, subito dopo la presentazione californiana del pick-up elettrico. La risposta del brand è arrivata sotto forma di due fredde frasi in una email: ordine annullato, progetto di produzione per Australia e Nuova Zelanda abbandonato.
Un addio via email, con premio di consolazione
Il 23 ottobre 2026, giorno successivo alla pubblicazione dei risultati trimestrali, Tesla ha comunicato agli ultimi clienti rimasti in Oceania la cancellazione definitiva delle prenotazioni. Come compensazione, la Casa americana ha offerto un anno di FSD (Supervised Driver Assistance), il sistema avanzato di assistenza alla guida, a chiunque ordini una nuova Model 3 o Model Y. Un contentino che difficilmente lenisce la delusione di chi aspettava il pick-up dal 2019.
Numeri da flop annunciato
Il Cybertruck doveva essere il mezzo del futuro, ma i dati raccontano un'altra storia. Nel 2024, primo anno completo di vendite, Tesla ha immatricolato 38.965 unità negli Stati Uniti, appena un sesto dell'obiettivo dichiarato. Nel 2025 le consegne sono scese a 20.237, con un tracollo del 48,1%. Il quarto trimestre del 2025 ha toccato il minimo storico di 4.140 vendite (-68,1%), mentre il primo trimestre del 2026 ha certificato il declino con 3.519 consegne.
Il pick-up, assemblato in Texas, avrebbe dovuto essere adattato alla guida a sinistra per Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito e Giappone, ma l'operazione avrebbe richiesto investimenti ingenti. Nel 2024 Elon Musk aveva promesso agli azionisti: «Potremmo essere in grado di certificarlo per altri mercati l'anno prossimo». In Europa il Cybertruck non potrebbe nemmeno circolare per le dimensioni imponenti e i pannelli in acciaio inossidabile con spigoli vivi, pericolosi per pedoni e ciclisti.
La vicenda rappresenta l'ennesimo segnale di uno dei più grandi flop dell'industria automobilistica recente. Pubblicizzato come rivoluzione green, il Cybertruck si è trasformato nell'emblema del fallimento: problemi costruttivi, richiami a ripetizione e ora la rinuncia definitiva a mercati chiave. Un monito per chi oggi sogna una Roadster volante.