Un cimitero improvvisato fuori dagli uffici di Electronic Arts. Non è una trovata di Halloween, ma una protesta silenziosa e simbolica messa in scena da un fan, che ha piazzato una serie di lapidi in memoria degli studi di sviluppo chiusi dal colosso di Redwood City. Tra i nomi incisi sulle pietre tombali spicca quello di BioWare, storico team canadese che dopo trentuno anni di attività rischia di dire addio al panorama videoludico.
Le lapidi della discordia
L'iniziativa, documentata e diffusa online, ha rapidamente fatto il giro del web. Le lapidi non sono semplici pezzi di cartone: rappresentano un atto d'accusa verso una strategia aziendale che, secondo i giocatori, sacrifica l'identità creativa sull'altare dei profitti. Electronic Arts è finita più volte nel mirino per aver chiuso o svuotato studi celebri, da Visceral Games a Pandemic, fino ai tagli più recenti che hanno coinvolto team interni. La scelta di includere BioWare ha un peso particolare: parliamo dello studio che ha regalato al mondo serie leggendarie come Mass Effect, Dragon Age, Star Wars: Knights of the Old Republic e Jade Empire.
Il declino di un gigante creativo
Fondata nel 1995, BioWare è stata per anni sinonimo di narrazione profonda e mondi complessi. L'acquisizione da parte di EA nel 2007 ha segnato l'inizio di una fase turbolenta, tra licenziamenti, riavvii di progetti e una progressiva perdita di smalto. L'ultimo capitolo, Dragon Age: The Veilguard, non ha ottenuto i risultati sperati, alimentando voci su un possibile ridimensionamento dello studio. La protesta del fan non è quindi solo un gesto folkloristico, ma uno specchio delle preoccupazioni di una community che teme di perdere per sempre uno dei suoi riferimenti.
Il messaggio è chiaro: i giocatori non dimenticano. E mentre EA continua a puntare su live service e microtransazioni, il cimitero simbolico fuori dalla sede ricorda a tutti che dietro ogni logo c'è una storia, fatta di persone e di passione. Resta da vedere se il management raccoglierà il segnale o lascerà che le lapidi continuino a moltiplicarsi.