La NASA riscrive le regole del ritorno umano sulla Luna. Artemis III non sarà più una missione di allunaggio diretto, ma un collaudo orbitale senza precedenti: tre razzi pesanti, due moduli commerciali e un equipaggio di quattro astronauti chiamati a testare in condizioni reali le tecnologie che serviranno alle future spedizioni lunari. Il lancio è previsto per il 2027, con una durata complessiva di 14 giorni.
Tre razzi, un solo obiettivo: collaudare tutto
Il piano, illustrato dalla NASA, prevede un primo lancio affidato a Blue Origin: il razzo New Glenn porterà in orbita terrestre bassa, a circa 440 chilometri di quota, una versione di prova del lander Blue Moon Mark 2. Il prototipo potrà restare in attesa fino a 30 giorni, garantendo flessibilità alla pianificazione. Pochi giorni dopo toccherà alla NASA con il razzo SLS e la capsula Orion, a bordo della quale voleranno Randy Bresnik, Frank Rubio, Andre Douglas e l'italiano Luca Parmitano dell'ESA. Orion raggiungerà un'orbita circolare a 550 chilometri per prepararsi al rendezvous.
Una volta agganciate le due navicelle, l'equipaggio trascorrerà circa due giorni a bordo del prototipo di Blue Origin per verificare abitabilità, atmosfera, supporto vitale, software e comandi di volo. Completate le prove, Orion si sgancerà e si riposizionerà per la seconda fase, con l'ingresso in scena di SpaceX: dalla Florida partirà un prototipo di Starship versione 3, dotato di un sistema di attracco aggiuntivo nella parte anteriore. Il secondo rendezvous durerà circa due ore, senza ingresso a bordo, e servirà a testare avvicinamento, aggancio e sgancio tra architetture diverse.
Test, scienza e un calendario ancora incerto
Dopo le dimostrazioni, Orion potrà restare in orbita fino a cinque giorni aggiuntivi per ulteriori verifiche: dalle tute Orion Crew Survival System ai sensori di attracco, passando per misurazioni acustiche e termiche. Previsti anche esperimenti scientifici, osservazioni della Terra e del Sole, uno studio di biologia cellulare e attività sulla gestione dei campioni lunari. Il rientro è previsto con ammaraggio nell'Oceano Pacifico al largo della California.
A complicare il quadro c'è la piattaforma di lancio del New Glenn, esplosa durante un test a maggio: Blue Origin punta a ripristinarla entro fine anno. Il calendario ufficiale indica il 2027, ma secondo NASA Watch l'amministratore Jared Isaacman avrebbe comunicato internamente un ritardo di tre mesi, spostando il lancio all'estate. In ogni caso, Artemis III resterà il passaggio obbligato per dimostrare che Orion sa operare con i moduli commerciali, riducendo i rischi in vista dell'allunaggio con Artemis IV nel 2028.