LG Electronics spegne 30 candeline sul mercato italiano e sceglie di non auto-celebrarsi, puntando invece i riflettori sul futuro della casa. In occasione dell'anniversario, l'azienda coreana ha presentato a Milano il report "Dalla Smart Home alla Heart Home", indagine condotta con Ipsos Doxa su un campione rappresentativo di italiani tra i 18 e i 64 anni. L'obiettivo è chiaro: capire se il consumatore tricolore è pronto alla transizione da semplici elettrodomestici a un ecosistema di servizi ed esperienze guidati dall'intelligenza artificiale.
Smart home diffusa, ma l'IA è ancora agli inizi
I numeri raccontano un Paese già connesso: il 95% del campione possiede almeno un dispositivo smart in casa, mentre il 40% ha già integrato almeno un apparecchio con funzioni di intelligenza artificiale. Tra chi li possiede, il 47% li utilizza sempre o spesso. L'atteggiamento è prevalentemente positivo: il 62% associa all'IA emozioni come curiosità e interesse, contro un 34% che esprime preoccupazione. Più di un terzo (36%) ritiene di avere una conoscenza approfondita del tema, alimentata soprattutto dall'uso quotidiano di strumenti come ChatGPT e assistenti virtuali: per il 60% degli intervistati questa familiarità ha aumentato fiducia e curiosità verso le applicazioni domestiche.
Lavatrice regina, climatizzazione più affidabile
La ricerca rivela una preferenza netta per le funzioni pratiche e il risparmio energetico. La lavatrice è l'elettrodomestico con IA più desiderato e utile, con un indice di rilevanza di 100/100: il 55% apprezza l'ottimizzazione dei consumi in base al carico (39%) e la scelta automatica del programma (34%). La climatizzazione vanta invece il livello di fiducia più alto per l'automazione (60%), con utenti disposti a delegare regolazione di temperatura e umidità (34%) e attivazione del risparmio energetico (33%). Seguono frigorifero e forno (53% e 49% di fiducia), con richieste mirate: autopulizia (40%) e monitoraggio della cottura (34%) per il forno, controllo di temperatura e tracciamento delle scadenze (31%) per il frigo. Fiducia al 53% anche per gli Smart TV, dove l'IA serve a migliorare qualità video (30%) e consigli su misura (32%).
Sul fronte relazionale emerge un dato curioso: il 41% degli utenti rivolge spontaneamente un "grazie" all'assistente IA, mentre il 34% ne percepisce una sorta di personalità. Il confine sull'autonomia resta però marcato: il 67% accetterebbe di delegare all'IA tra il 25% e il 50% della gestione domestica, solo l'8% immagina una casa totalmente automatizzata e la maggioranza (43%) vuole una casa avanzata con controllo finale all'utente. Immaginando l'IA tra 10 anni, prevale l'idea del maggiordomo discreto (30%) o dell'assistente personale (16%), mentre solo il 7% la vede come un "controllore". E più di 4 italiani su 10 (42%) sentono il bisogno di momenti offline senza dispositivi attivi.
Il quadro che emerge è quello di un consumatore italiano curioso ma prudente, che chiede all'IA di semplificare la vita senza invadere la sfera personale. Il 43% condividerà i propri dati domestici solo in cambio di un miglioramento pratico e tangibile del servizio. Per LG, che punta a trasformarsi da produttore di hardware a fornitore di esperienze connesse, la sfida dei prossimi 30 anni si gioca tutta qui: conquistare la fiducia senza superare il confine tra assistenza e controllo.