Donald Trump torna a parlare di nomi geografici e, dopo il Golfo del Messico e il Lago Ontario, ha ipotizzato di intervenire anche sull'Oceano Atlantico. Questa volta però il presidente degli Stati Uniti potrebbe aver incontrato una resistenza inaspettata: secondo il suo stesso racconto, Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, gli avrebbe fatto capire che l'azienda non sarebbe disposta ad assecondare la richiesta.
La presunta telefonata a Pichai
La vicenda è emersa durante un comizio in Carolina del Sud, dove Trump ha raccontato di aver contattato direttamente Pichai per discutere la possibilità di modificare il nome dell'Atlantico su Google Maps. Al momento Google non ha confermato che la telefonata sia realmente avvenuta, quindi il racconto del presidente resta da verificare. A riferire la presunta risposta del CEO è stato lo stesso Trump, che gli ha attribuito parole piuttosto nette: "No, no, no. Questa volta non lo faccio". Pichai avrebbe poi aggiunto che gli oceani sono diversi, perché interessano numerosi Paesi.
Dai precedenti al nuovo obiettivo
Per capire il contesto bisogna tornare ai precedenti cambiamenti voluti da Trump. Nel 2025 Google Maps ha adottato la denominazione Golfo d'America per gli utenti statunitensi, in seguito all'ordine esecutivo che prevedeva la modifica del nome del Golfo del Messico. Più recentemente, nell'agosto 2026, è arrivato un cambiamento analogo anche per il Lago Ontario, indicato come Lago America sulle mappe destinate agli utenti negli Stati Uniti. In entrambi i casi anche Apple ha seguito Google, adottando le nuove denominazioni per il mercato statunitense.
Durante il comizio Trump ha richiamato proprio questi precedenti, sostenendo di aver contattato Google Maps, che a suo dire si sarebbe comportato bene nelle occasioni precedenti. Il presidente ha riassunto la propria idea con una frase: "Abbiamo un lago e abbiamo un golfo, ora ci servono un fiume e ci serve un oceano". Ha poi dichiarato che probabilmente rinuncerà all'idea di rinominare l'Atlantico, ma non ha abbandonato del tutto il progetto: durante l'intervento ha ipotizzato anche di chiamare il Pacifico Oceano Americano.
La vicenda riporta l'attenzione sul ruolo delle grandi aziende tecnologiche quando le decisioni politiche riguardano servizi utilizzati da milioni di persone. Google Maps e Apple Maps possono recepire denominazioni ufficiali e adattarle ai diversi mercati, ma le modifiche ai nomi geografici diventano delicate quando coinvolgono aree condivise tra più nazioni. Resta da capire se le dichiarazioni di Trump si tradurranno in una richiesta concreta: fino a quando Google non fornirà una conferma o una smentita, anche il presunto rifiuto di Pichai dovrà essere considerato solo sulla base del racconto del presidente.