Il CERT-UA, il team ucraino che gestisce gli incidenti informatici, ha diffuso un avviso il 23 ottobre 2026 riguardante accessi remoti non autorizzati a telecamere IP e videoregistratori a marchio Dahua. L'allarme è di quelli che non si possono ignorare: gli hacker sarebbero riusciti a superare le difese del firewall per intrufolarsi nelle abitazioni private e spiare ciò che accade all'interno.
Come funziona l'attacco
Secondo quanto riportato, gli attaccanti sfruttano vulnerabilità nei dispositivi Dahua, in particolare nelle configurazioni di rete che lasciano esposti servizi come il protocollo RTSP o le interfacce di gestione web. In molti casi, le telecamere vengono installate con credenziali di fabbrica o con porte aperte verso l'esterno, permettendo ai malintenzionati di bypassare il firewall e ottenere il controllo del flusso video. Il CERT-UA ha identificato una serie di indirizzi IP e pattern di traffico sospetti, esortando gli utenti a verificare immediatamente le proprie impostazioni.
Cosa fare per proteggersi
La raccomandazione principale è quella di aggiornare il firmware dei dispositivi Dahua all'ultima versione disponibile e di modificare le password predefinite con credenziali robuste. Inoltre, è fondamentale limitare l'accesso remoto ai soli indirizzi fidati, disabilitando le funzionalità di UPnP e il port forwarding non necessario. Per chi utilizza questi sistemi per la sicurezza domestica o aziendale, l'adozione di una VPN per l'accesso remoto rappresenta una barriera aggiuntiva efficace contro intrusioni indesiderate.
L'episodio mette in luce quanto sia fragile la sicurezza dell'Internet delle Cose: spesso i dispositivi vengono progettati per la comodità d'uso, trascurando aspetti critici come l'autenticazione e la segmentazione della rete. Il consiglio è quello di isolare le telecamere su una rete separata e di monitorare regolarmente i log di accesso per individuare comportamenti anomali. La vicenda Dahua non è isolata, ma rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme per chi pensa che un firewall sia sufficiente a proteggere la propria casa digitale.