Google continua a macinare numeri sulla ricerca basata sull'intelligenza artificiale, ma la crescita rallenta trimestre dopo trimestre. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono aumentati del 19% su base annua, nel secondo del 17%, fino a scendere al 12% nel terzo trimestre chiuso a settembre. Tra le cause indicate dall'azienda c'è anche AI Mode, la ricerca conversazionale, che per ora genera ricavi pubblicitari contenuti.
Numeri positivi, ma il conto non torna
Durante la presentazione dei conti agli investitori, i vertici di Alphabet hanno snocciolato dati incoraggianti. L'amministratore delegato Sundar Pichai ha sottolineato che le ricerche su Google crescono al ritmo più alto degli ultimi cinque anni e che l'app Gemini ha raggiunto 1 miliardo di utenti. Il direttore commerciale Philipp Schindler ha aggiunto che gli inserzionisti usano sempre più gli strumenti IA: nel trimestre i modelli Gemini li hanno aiutati a creare oltre 1,5 miliardi di elementi per le campagne, sette volte più di un anno fa. Eppure nessuno di questi dati si è tradotto in un'accelerazione degli incassi della ricerca.
Le vere cause del rallentamento
Per spiegare la frenata, Schindler ha elencato diverse cause. La principale è il cambio valutario: molte valute hanno perso valore rispetto al dollaro, quindi i ricavi incassati all'estero valgono meno una volta convertiti. Ha pesato anche la nuova regola europea sui dazi per i pacchi extra-UE, che ha spinto alcuni venditori online asiatici a ridurre la pubblicità, oltre al confronto con il trimestre precedente, gonfiato dai Mondiali di calcio. Solo alla fine il dirigente ha citato la monetizzazione più bassa di AI Mode, dove finora gli annunci erano pochi e limitati agli Stati Uniti.
Da ieri gli annunci in AI Mode sono stati introdotti in altri dieci Paesi, tra cui Canada, India e Australia, ed entro fine anno arriveranno anche in Regno Unito, Brasile e Messico. Secondo Google, la maggioranza delle domande poste ad AI Mode si aggiunge alle ricerche tradizionali invece di sostituirle, anche se non è stato spiegato in cosa differiscano queste richieste intercettate dall'IA.
I ricavi complessivi di Alphabet sono comunque cresciuti del 25%, soprattutto grazie a Google Cloud, che ha raddoppiato il fatturato vendendo servizi IA e i propri acceleratori TPU. L'utile netto è sceso da 35 a 26,2 miliardi di dollari, ma per una ragione estranea all'attività di Google: la quota detenuta in SpaceX si è svalutata e la perdita, "solo sulla carta", ha ridotto il risultato. Gli investimenti in data center restano altissimi, oltre 50 miliardi di dollari in tre mesi, con previsioni di ulteriore aumento nel 2027.