Anthropic ha svelato i conti attraverso il suo documento S-1, e i numeri fanno girare la testa. I ricavi sono cresciuti di quattordici volte, passando a 16,3 miliardi di dollari tra il primo semestre 2025 e lo stesso periodo del 2026. C'è anche una perdita da 80 miliardi, ma è in gran parte una questione contabile legata a oneri e compensi ai dipendenti: al netto di queste voci, l'azienda mostra un utile rettificato di 1,62 miliardi. La domanda sorge spontanea: l'intelligenza artificiale può generare abbastanza denaro per pagarsi da sola? Per Anthropic, almeno oggi, la risposta sembra essere sì.
Una disciplina che paga
A differenza di OpenAI o di Elon Musk, Anthropic ha scelto una linea più rigorosa, concentrandosi su programmazione e cybersicurezza e sul mercato enterprise, meno volubile dei consumatori. Il risultato è una retention netta dei ricavi del 900 percento, con circa tre quarti dei clienti che nel primo semestre 2026 spendono almeno 100.000 dollari l'anno. Nessun generatore di immagini, nessun clone di TikTok: solo la cosa più facile per un computer, cioè fare più computer. Una strategia che sembra ripagare, ma che nasconde pressioni enormi.
Impegni da capogiro e pressione competitiva
La concorrenza è spietata, sia tra i laboratori di frontiera sia con i modelli open source. Claude Opus 5.5 guida l'Epoch Capabilities Index, ma le classifiche cambiano in fretta. Google, poi, ha un vantaggio strutturale: può integrare l'IA in prodotti già usati dalle aziende, mentre Anthropic non ha percorsi di ricavo alternativi. E i numeri dei contratti parlano chiaro: impegni di acquisto non annullabili per 265,6 miliardi, accordi di locazione per 321,4 miliardi, nuove intese per circa 245 miliardi e transazioni non finalizzate stimate tra 125 e 150 miliardi. Il totale sfiora gli 850 miliardi di dollari su vent'anni, che diventano quasi mille miliardi includendo le stime.
Per onorare questi impegni, la crescita deve continuare a velocità supersonica. L'analista Harrison Rolfes di PitchBook stima pagamenti per circa 90 miliardi l'anno dal 2027 al 2030, il che richiederebbe ricavi da 188 miliardi per mantenere stabile il rapporto tra costi e calcolo. Nel primo semestre l'azienda ha speso 2,3 miliardi per infrastrutture legate ai clienti e 9,7 miliardi per lo sviluppo dei modelli, ma è anche diventata più efficiente. Opus 5.5 ha ridotto i costi per i clienti del 40 percento rispetto a Opus 5: se il trend continua, i margini potrebbero reggere, ma resta da capire se sia una tendenza duratura o solo un momento fortunato congelato nel tempo.