SpaceX si prepara a un'impresa senza precedenti: catturare al volo sia il razzo vettore Super Heavy sia la navicella Starship al rientro, recuperando l'intero sistema di lancio orbitale. L'amministratore delegato Elon Musk ha annunciato che il tentativo avverrà il mese prossimo, durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre. Se riuscirà, sarà la prima volta nella storia che un veicolo di lancio orbitale viene completamente recuperato.
Un traguardo epocale, ma il rischio è alto
Musk non ha nascosto l'incertezza: «Il successo non è garantito in questi primi voli, ma direi che è più probabile che non che il prossimo tentativo riesca». Ha definito l'obiettivo una «pietra miliare tecnologica profonda nella storia della coscienza della civiltà». In caso di fallimento, ha aggiunto, la compagnia ha in programma una serie costante di tentativi di volo di Starship fino alla fine dell'anno, con un'accelerazione prevista per il 2025.
Starship è un sistema a due stadi: il booster Super Heavy come primo stadio e la navicella Starship come secondo. Alto circa 120 metri e con un diametro di 9 metri, è spinto dai motori Raptor di SpaceX, alimentati a metano liquido e ossigeno liquido. Progettato fin dal 2018, il veicolo è pensato per tornare al sito di lancio, dove le torri di lancio con bracci meccanici a «bacchette» lo afferrano a mezz'aria.
Il volo precedente e le sfide tecniche
Il lancio del mese scorso ha rappresentato due primati per il razzo di nuova generazione: ha inviato la navicella in orbita terrestre e ha inserito per la prima volta alcune decine di satelliti Starlink V3, più grandi e capaci. Tuttavia non sono mancati intoppi: un motore Raptor si è spento prematuramente durante l'ascesa, costringendo il controllo missione ad adattarsi e completare la salita con i motori rimanenti. A causa del problema, SpaceX ha ridotto la missione prevista di 10 ore e 6 orbite a circa 3 ore e 2 orbite terrestri.
Il booster Super Heavy è ammarato nel Golfo del Messico, mentre lo stadio superiore Starship ha eseguito un'accensione di de-orbit terminando con un ammaraggio verticale infuocato nel Pacifico a nord delle Hawaii. Nessuno dei due componenti è stato recuperato. Il prossimo tentativo rappresenterà quindi un passo decisivo verso il riutilizzo completo, con implicazioni enormi per i costi e la frequenza dei lanci spaziali.