Il mercato delle memorie RAM e storage non tornerà mai più ai livelli di prezzo precedenti alla crisi innescata dall'esplosione dell'intelligenza artificiale. A dichiararlo è Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron, una delle aziende che più ha beneficiato della corsa all'AI e che continua a registrare profitti record grazie agli ordini dei giganti del settore. Secondo il CEO, anche qualora dovesse scoppiare la tanto temuta bolla dell'AI, i prezzi non subirebbero un crollo paragonabile a quello del passato.
Il ruolo dei robot umanoidi
Mehrotra ha spiegato che, se OpenAI, Anthropic e gli altri protagonisti dell'intelligenza artificiale dovessero improvvisamente ridurre o sospendere i loro acquisti, sarebbero le aziende impegnate nella produzione di robot umanoidi a prendere il loro posto. Queste ultime, infatti, sono già alla ricerca di moduli di memoria da integrare nelle unità antropomorfe destinate a fabbriche e abitazioni. Ogni robot necessita di almeno 200 GB di RAM e di diversi terabyte di storage per elaborare i dati localmente, gestendo operazioni di spatial intelligence come il movimento e l'interazione con l'ambiente circostante.
L'acquisizione di World Labs da parte di AMD
L'attenzione verso le applicazioni dell'AI nel mondo reale è confermata anche dall'acquisizione di World Labs da parte di AMD, appena annunciata per 8,6 miliardi di dollari. Questa operazione evidenzia come il settore stia investendo in tecnologie in grado di portare l'intelligenza artificiale fuori dai data center, verso robot e dispositivi autonomi. Di conseguenza, la domanda di memoria e storage rimarrà elevata anche in scenari di mercato meno favorevoli per l'AI tradizionale.
In sintesi, le previsioni di Mehrotra delineano un futuro in cui i prezzi delle memorie resteranno stabilmente più alti rispetto al passato, sostenuti non solo dall'AI ma anche dalla nascente industria della robotica umanoide. Un cambiamento strutturale che potrebbe ridefinire gli equilibri del mercato tecnologico nei prossimi anni.