Il vulcano Masaya, celebre per il suo lago di lava noto come 'Bocca dell'Inferno', sta mostrando segnali di riempimento del suo serbatoio magmatico. A lanciare l'allarme è una ricerca scientifica che ha analizzato i dati radar del satellite Sentinel-1 nel periodo compreso tra gennaio 2018 e febbraio 2024. I risultati indicano che il serbatoio centrale del Masaya (MCR) ha subito uno spostamento di circa 3 centimetri lungo la linea di vista a nord del cratere Santiago, seguito da un rigonfiamento interpretato come un nuovo apporto di magma dalle profondità.
Un gigante attivo a due passi dalla capitale
Il Masaya è uno dei vulcani più attivi del Nicaragua e si trova a soli 20 chilometri a sud-est della capitale Managua, circondato da aree densamente abitate. Sebbene l'ultima grande colata lavica risalga al 1772, la sua attività recente è caratterizzata da un rilascio costante di gas e dalla presenza di un lago di lava. La geoscienziata Lizzie Johnson, autrice principale dello studio, ha spiegato che il continuo degassamento produce spesso concentrazioni pericolosamente elevate di anidride solforosa, un gas vulcanico dannoso per la salute umana e responsabile di piogge acide.
Come interpretare il gonfiore del suolo
Secondo Johnson, il movimento del terreno è un indicatore chiave: «Quando il terreno si abbassa, significa probabilmente che il magma sta defluendo dal vulcano, ma una volta che il terreno ricomincia a sollevarsi, ciò può significare che potenzialmente nuovo magma sta affluendo». Tuttavia, l'area direttamente circostante il cratere attivo di Santiago si è sgonfiata durante l'intero periodo di studio, indipendentemente dalla transizione alla fase di gonfiamento del bacino principale. Questo dettaglio suggerisce una dinamica complessa che merita ulteriori approfondimenti.
Comprendere a fondo l'attività vulcanica del Masaya e i rischi associati è fondamentale per proteggere le comunità locali. La combinazione di dati satellitari e modellazioni permette di monitorare in tempo reale i cambiamenti del sottosuolo, offrendo strumenti preziosi per la prevenzione. Mentre il vulcano continua a essere una meta turistica ambita, la sua potenziale pericolosità richiede attenzione costante e piani di emergenza aggiornati.