Un nuovo caso di sicurezza informatica scuote il mondo dell'intelligenza artificiale. Il collettivo di hacker noto come Cathedral è riuscito a penetrare nei sistemi interni di Anthropic, la società dietro il chatbot Claude, mettendo potenzialmente a rischio informazioni sensibili come stipendi dei dipendenti e messaggi interni. La notizia, riportata da fonti di settore, getta luce su una delle vulnerabilità più insidiose: quella della supply chain.
La falla nei fornitori esterni
Secondo quanto ricostruito, l'accesso non sarebbe avvenuto tramite un attacco diretto ai server di Anthropic, ma sfruttando vulnerabilità nei software di fornitori terzi utilizzati dall'azienda. Una tecnica sempre più diffusa tra i cybercriminali, che preferiscono colpire gli anelli più deboli della catena per raggiungere obiettivi ben protetti. Cathedral avrebbe così ottenuto una finestra su dati riservati, inclusi documenti sulle retribuzioni e comunicazioni interne.
La replica di Anthropic: "Accesso limitato"
Anthropic ha confermato l'incidente, ma ha tenuto a precisare che si è trattato di un accesso limitato. L'azienda ha escluso categoricamente che i malintenzionati siano entrati in possesso delle conversazioni con Claude o dei pesi dei modelli di intelligenza artificiale, il vero tesoro dell'azienda. Una precisazione importante per tranquillizzare clienti e investitori, ma che non elimina le preoccupazioni sulla sicurezza dei dati dei dipendenti.
L'episodio rappresenta un monito per tutto il settore: anche le aziende più all'avanguardia nell'AI devono fare i conti con la resilienza delle proprie difese perimetrali. La vicenda Cathedral-Anthropic dimostra che la sicurezza informatica non può fermarsi ai confini dell'azienda, ma deve estendersi all'intero ecosistema di partner e fornitori.